La sfida dei tempi: AIRBNB, Foodora ed Uber tra Wile E. Coyote e Beep Beep…

Non sarà un caso se proprio sulle tre esigenze primarie: Abitazione, Alimentazione e Mobilità si concentrano alcuni tra i maggiori investimenti “non finanziari” dell’inizio di questo 21° secolo o comunque le sue novità commerciali più interessanti e controverse.

La sfida di questi tre modelli di business sembra essere proprio il superamento “quantistico o relativistico” del concetto di tempo e di spazio: FOODORA annulla la distanza tra il ristorante e l’ufficio o l’abitazione, AIRBNB nasce per affittare le stanze libere in casa o i giorni di non occupazione, UBER trasforma potenzialmente chiunque in autista per un ipotetico cliente in qualunque luogo/ ora/ contesto.

Ma la sfida è diventata tale solo grazie alla capacità della tecnologia di connettere in tempo reale tutto e tutti, abbattendo le barriere tra utente e cliente, fornitore e corriere, locatore e locatario accendendo così ogni volta tra domanda ed offerta la miccia di un razzo come quelli di Wile E. Coyote e Beep Beep.

Perché anche “prima” di AIRBNB la locazione turistica è comunque sempre esistita al punto da essere prevista in Italia nello stesso Codice Civile del 1942 e forse anche in quello Napoleonico del 1865, così come la pizza a domicilio e gli autisti privati, per non parlare di quelli che dai tempi di “Vacanze Romane” si offrivano con la millecento di trasportare il turista da/ per aeroporto/ stazione/ colosseo…

Ridurre tutto questo ad “abusivismo ed evasione fiscale” è un approccio infantile ed inconcludente tanto quanto sforzarsi di includerlo nei modelli stantiti del commercio italiano, impotenti di fronte ad un cambiamento sociale, culturale ed economico che come un terremoto di triste attualità, apre crepe insanabili negli equilibri e nelle rendite di posizione delle aziende di ogni settore.

Questi nuovi modelli economici andrebbero piuttosto studiati all’università con spirito Darwiniano prima di punirli, perché ostacolarne la crescita senza conoscerli è una scelta perdente e del tutto inefficace se non addirittura pericolosa. Adattare normative del passato remoto alle strategie spazio-temporali da StarWars non porterà da nessuna parte se non a sprecare forse l’ultima buona occasione di diventare un Paese moderno.

Sappiamo che la politica italiana, con gli occhi sempre rivolti al passato e unicamente capace di progetti  sul tempo presente, difficilmente saprà cogliere la sfida dei Tempi, ma… la speranza “centuplica le forze” e la fede “sposta le montagne” e forse non ci resta davvero altro che puntare sui miracoli.

1 Commento

  • Giulio David

    Anche noi la pensiamo così

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