Intervento di Maurizio Beolchini al BTO 2016

Siamo in tanti qui al BTO a testimoniare con passione e competenza l’epoca di trasformazione che stiamo vivendo ed in parte… subendo.  Siamo peraltro tutti consapevoli che questo processo sia ben più urgente e concreto di quanto il secolo scorso Ennio Flaiano definiva l’eterna “epoca di transizione”. Si tratta proprio dell’apparire e sparire di persone e cose non metaforiche ma ben reali e concrete, in un processo che lascia i più distratti seduti per terra perché un attimo prima gli hanno venduto la sedia dove stavano assopiti. Trasformazione è sperimentare che per un portale che viene: AIRBNB, Atraveo, Agoda… altri spariscono, scompaiono fisicamente come Venere che pochi giorni fa, un mercoledì o giovedì mattina di novembre 2016 ha… cessato le trasmissioni, dopo avere onorevolmente rappresentato per vent’anni la prenotazione alberghiera italiana online. Chi lo avesse predetto dieci anni fa si sarebbe preso una querela, mentre oggi avviene nel silenzio generale.

Come nel silenzio altrettanto rumoroso ma molto politically correct, è transitata la Trasformazione dell’unico evento politico/ commerciale ufficiale del modello AIRBNB italiano, quello stesso evento che lo scorso anno era stato organizzato da ANBBA (ass. B&B) presso Confcommercio Milano sventolando la non proprio amichevole bandiera del suo motto fondativo: non chiamiamolo più extralberghiero . Solo un anno dopo la seconda data dell’ evento si è tenuta nella medesima sala dell’anno precedente ma il film proiettato è stato ben diverso.

Per la felicità del grande linguista e scienziato Noam Chomsky infatti gli organizzatori dell’incontro hanno esattamente girato a rovescio la semantica del titolo a significare la Trasformazione a 360° della strategia commerciale ri-battezzata felicemente Ospitalità in appartamento . La Trasformazione è stata forse eccessiva per i padri fondatori dell’evento dell’anno precedente che hanno quindi ritenuto di non partecipare alla seconda edizione, esprimendo con la loro silenziosa assenza, come insegna il grande Nanni Moretti, più di molte altre presenze.

Al fine di dare una misura concreta della forza prepotente di questa Trasformazione in atto nel modello turistico alberghiero, mi prendo la licenza di paragonare il portale AIRBNB alla CocaCola, perchè quest’ultima ha segnato un confine commerciale/ culturale al punto che dopo la sua comparsa ogni bevanda analcolica di colore scuro fresca e frizzante ha dovuto gloriosamente ed inevitabilmente portare il suo nome: PepsiCola, CarrefourCola, MeccaCola, EsselungaCola.

AIRBNB ha operato una Trasformazione simile ma molto più in grande, creando un modello planetario che è andato bel oltre il mondo della prenotazione online fino a condizionare il Mondo ToutCourt: dalla Palestina a Las Vegas, oriente, occidente, Nord-Sud-Ovest-Est chiunque oggi abbia un pc e le chiavi o la disponibilità di un appartamento prima o poi si chiede se affittarlo in modo tradizionale o “fare AIRBNB”.

Lo stesso portale travolto dall’eccessivo successo ha già avviato a sua volta un solido processo di Trasformazione in strumento più “generalista” aprendo agli alberghi ed alle informazioni, non sappiamo quanto disinteressate, su destinazioni turistiche, shopping, ristorazione e tutto ciò che sia insomma utile al suo utente viaggiatore. Ugualmente ha avviato una occupazione “militare” stile W. Bush del territorio, distribuendo nelle città italiane le sue truppe di Country manager, responsabili di zona e di quartiere, organizzando le “Host weeks” e coordinando in prima persona tutti i Gruppi Social del settore. Tutto questo merita grande rispetto per la professionalità e serietà molto USA del progetto di occupazione fisica del segmento commerciale/ territoriale. Detto questo sulla Trasformazione in atto e della forza straordinaria di questi players, il motivo che mi ha portato qui a parlarvi di un “modello AIRBNB” e che probabilmente ha spinto voi ad ascoltarmi, non intende essere storico o culturale ma infinitamente più elevato, è infatti un motivo economico!

Come ho accennato un momento fa è proprio il successo planetario di AIRBNB che ne segna inevitabilmente i limiti commerciali, vasti e planetari fin che vogliamo ma pur sempre limiti. Si tratta in realtà del medesimo margine “quantitativo” sperimentato sempre a qualunque latitudine in qualunque epoca storica: il rapporto tra domanda ed offerta non è infatti una “variabile indipendente” di sessantottina memoria ma all’opposto una formula ancora più geometrica e rigida di quella che calcola la somma dei quadrati costruiti sui cateti del triangolo rettangolo. La domanda di ospitalità in appartamento del portale è già a saturazione mentre l’offerta continua a crescere in modo esponenziale, determinando inevitabilmente una diluizione della gradazione alcolica della miscela esplosiva originale. In parole povere se prima c’erano due utenti che cercavano casa per ogni appartamento proposto, oggi ipotizziamo che il rapporto si sia ribaltato ed anzi la forbice tra chi cerca (sempre i soliti due, duemila, due milioni…) e chi offre (dieci, cento, mille, milioni, miliardi…) sia destinato ad aprirsi sempre più.

Non voglio addentrarmi nelle strategie del portale per ruotare gli appartamenti sulle prime pagine o su quelle degli Host per convincerlo e convincersi come infine esserci  in queste benedette pagine, perché in questo senso abbiamo davvero già “dato” per anni all’algoritmo di Google tutto ciò che si poteva in denaro, tempo e salute, per scoprire alla fine l’impossibilità di contrastare l’oceano solo con un bicchiere, per quanto grande sia e pure pieno di soldi e buona volontà.

Dopo anni passati vicino agli informatici ho imparato da loro che per capire ed ancora di più per spiegare agli altri il nostro pensiero e le nostre visioni, che si parli di elettronica come di temi sociali o economici, sono necessari i dati, i numeri, le cifre. Per ritornare quindi subito a parlare molto concretamente di quanto ci si guadagna davvero a questo gioco, vi ho portato l’esempio dell’analisi AIRDNA sul business AIRBNB della città di Firenze, che ci fornisce proprio i numeri che ci servono per misurare la realtà.

L’offerta è aumentata in un solo anno del 50% passando dalle 7000 unità proposte in affitto sul portale di agosto 2015 alle 9000 dell’agosto 2016. Il tasso di occupazione medio è del 54% ( come riferimento Milano è al 47%) ed è rimasto abbastanza costante durante l’anno significando che nonostante l’aumento dell’offerta la domanda ha continuato a “tirare” seguendo ovviamente la sua stagionalità. In tutti i casi praticamente un appartamento su due è vuoto per metà dell’anno, e se il ricavo medio di un appartamento di due locali per due/ tre persone è di € 3000/ mese significa che il lordo sui 12 mesi di un Host su due sarà da un massimo di € 18.000 a calare.

Se da questo prezzo leviamo le commissioni reali del 12% e la cedolare secca del 21%, le spese di pulizia e manutenzione, il condominio ecc… insomma, per guadagnare qualcosa dobbiamo riuscire ad elevare questa percentuale di occupazione, che vale la pena ricordare sia tra le più alte rilevate in Italia su AIRBNB.

Come si fa ad elevare l’occupazione su AIRBNB? Non si fa, o meglio, si cercano clienti OLTRE AIRBNB, sommando così quel 50% ad un altro 10% rosicchiato probabilmente su booking.com ed Homeaway, ed altri punti percentuali scovati sui portali “giusti” di questo segmento di mercato delle città d’arte, dagli USA al Giappone alla Cina alla Germania…

Quali siano questi portali ne parleremo in un’altra occasione, ma voglio tornare al punto dal quale siamo partiti sottolineando come questo scenario sia in così rapida trasformazione che i portali rappresentativi entrano ed escono da questo mercato più velocemente di quanto sia mai accaduto nel passato. L’unico modo sensato di affrontarlo è che ognuno al suo livello avvii un percorso di studio e di documentazione che probabilmente procede da qui… all’infinito ed oltre! La risposta quindi è che per sopravvivere davvero al modello AIRBNB la sola strada è proprio andare oltre il portale, che beninteso resta comunque la base insostituibile del settore ma da solo ormai non può più bastare a sfamare tutti i suoi figli. E’ forse il tempo che tutti quanti hanno in sè lo spirito di Pollicino si riempiano le tasche di briciole di pane e vadano nel bosco a cercare il castello del tesoro.

 

Scarica le slide della conferenza di Maurizio Beolchini al BTO 2016 (5mb)

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *